La stanza vuota non si trova, o se la si trova non c’è la luce. Questa è una stanza e non è vuota perchè è piena di segni: sui muri, per terra… è chiaramente identificabile come una palestra. Però c’è la luce, che guarda caso crea delle forme geometriche proprio sul muro in fondo, inquadrate dalle linea della porta da calcetto, che si potrebbe obiettare non sono il centro dell’immagine perchè troppo piccole nell’economia generale. Ok, la foto comprende molto di più delle “ombre luminose”, e va bene, perchè alla fine il soggetto è la palestra. Le macchie di luce sul fondo sono come la guarnizione sulla torta, che non deve mai essere eccessiva eppure si sente quando manca. Potevo anche tagliare le foto più strette sulle variazioni di luce sul muro, ma così avrei tolto il contesto, e avrei fatto capire subito la mia intenzione allo spettatore, che invece deve interrogarsi e osservare bene, fino a vedere quei piccoli tagli di luce sul muro in fondo.
Un altro studio sulle cadute di luce:

















































































































